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Ciao Marco

Ricordo fosse uno dei miei primi giorni su questa piccola isola, la prima volta che ci siamo incontrati.
Uno di quei giorni in cui la pioggia scrosciante trasforma le strade in torbidi fiumi, quasi impossibili da attraversare, tanto che arrivo in ufficio completamente zuppo e finisco per lavorare con i pantaloni arrotolati al ginocchio e a piedi nudi, sotto al desk. Tra le genuine prese per il culo della gente attorno, ti avvicini a me, quasi mosso a compassione, con quel sorriso solare che ti ha sempre contraddistinto, porgendomi i tuoi calzini di riserva e col tuo tono sempre così pacato, semplicemente mi dici: “a Malta è così quando piove”. Ti verrà da ridere, ma da quel giorno, un paio di calzini è la prima cosa che metto dentro nello zaino per l’ufficio, prima del laptop, prima del badge, prima di qualsiasi altra cosa.
 
Voglio credere che il cielo ti abbia scelto perchè sei destinato a qualcosa di più grande, per la tua straordinaria sensibilità e semplicità, per il tuo spirito così leggero e gentile, capace di riportarci alla calma e alla serenità, quando ci illudiamo di essere padroni del tempo, rincorrendolo con inutile frenesia, quando dimentichiamo che siamo padroni solo di renderlo speciale.
 
“Quando qualcuno va via, si porta un pezzo di te, in cambio di un pezzo di sè, in cambio di un po’ di magia”. La magia è nel percepire che in qualche modo sei sempre con noi, che non sei mai andato via, e che un giorno potremo riabbracciarti e finalmente ci racconterai di cosa hai fatto, di cosa hai visto, di quanti magnifici posti hai visitato in questo tuo ultimo viaggio verso l’eternità.
 
Buon viaggio anima buona, ti portiamo nel cuore
 
Ciao Marco, sei la mejo gioventù che ci guarda da lassù 
 
Johnny

John Attili

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